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Per biomassa si intende la materia organica rinnovabile di origine vegetale, animale o proveniente dalla trasformazione naturale o artificiale della stessa. L’energia della biomassa è data sia dalla sua combustione diretta, sia dai combustibili ottenuti da vari processi di trasformazione.

È importante sottolineare che la biomassa è la fonte rinnovabile più importante del mondo, poiché rappresenta tra un 11% e un 15% dell’energia primaria mondiale. In particolare, la sua importanza è radicata nelle grandi possibilità di rivalorizzazione che presenta.

La biomassa per fini energetici si può ottenere mediante:

  1. Biomassa naturale: è quella prodotta spontaneamente in terreni non coltivati (boschi, selve, ecc.);
  2. Biomassa residuale: può essere di origine agricola, forestale, di allevamento così come residuo organico generato dall’industria o da nuclei urbani;
  3. Eccedenze agricole: corrispondono alle eccedenze dovute alle eventuali differenze tra domanda e offerta e che passano ad essere considerate direttamente residui o che debbano essere trattate; 
  4. Colture energetiche: sono quei combustibili derivati dalle piantagioni e/o dalle coltivazioni il cui obiettivo principale è la produzione della biomassa con fini energetici.

Esistono quattro processi basici attraverso i quali la biomassa può essere trasformata in calore ed elettricità:

  1. Combustione: è il processo con il più alto livello di maturità tecnologica. I processi principalmente utilizzati sono la griglia, il letto fluido e i forni a combustibile polverizzato.
  2. Gassificazione:  è il processo chimico che avviene in condizioni di difetto di ossigeno con la produzione di un gas combustibile. Presenta il vantaggio, rispetto alla combustione diretta, di non produrre ceneri.
  3. Pirolisi: consiste nella decomposizione termica della materia organica in assenza di ossigeno, procurando l’apparizione di una materia volatile (gas combustibile) e ottenendo come sottoprodotto carbone vegetale.
  4. Digestione anaerobica: è un processo biologico di degradazione in assenza di ossigeno in cui parte del materiale organico è convertita in biogas (composto di metano e biossido di carbonio).

Un altro aspetto importante legato all’uso della biomassa, è l’emissione di gas contaminanti in comparazione con altri combustibili tradizionali, potendo considerare nulla l’emissione di CO2 grazie al fatto che, nel processo di formazione della biomassa, si consuma più anidride carbonica di quanta se ne emetta posteriormente.

 

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